{"id":706,"date":"2018-08-25T21:03:43","date_gmt":"2018-08-25T19:03:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rizzolaw.it\/BlogCafeTime\/?p=706"},"modified":"2018-08-25T21:03:43","modified_gmt":"2018-08-25T19:03:43","slug":"r-i-p-marchionne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rizzolaw.it\/BlogCafeTime\/2018\/08\/25\/r-i-p-marchionne\/","title":{"rendered":"R.I.P. Marchionne"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 morto Sergio Marchionne, all\u2019estero considerato un grandissimo manager, in Italia contestato dai sindacati e dalla solita sinistra radical chic.<\/p>\n<p>Per questi ultimi Marchionne era quello che \u201cfotteva\u201d gli operai senza fare troppa caciara, introducendo il \u201csospetto di assenteismo anomalo\u201d, per sospendere il diritto di mettersi in malattia e faceva tremare i dirigenti, cancellando loro improvvisamente gli eccessivi straordinari e licenziandoli in tronco se ritenuti incompetenti o fannulloni.<\/p>\n<p>I sindacati consideravano Sergio Marchionne un duro, ma solo con i deboli, in una visione classiste di natura ottocentesca, uno di quelli che non si preoccupava troppo del consenso dei suoi sottoposti di vario grado, per servire il padrone e avere una grossa ricompensa, con qualsiasi mezzo.<\/p>\n<p>Questi italici personaggi omettevano volutamente la realt\u00e0 dei fatti ossia che nel 2004, quando ne divent\u00f2 il nuovo AD, la Fiat era di fatto fallita, lo Stesso, trattando i nuovi contratti di lavoro direttamente con gli operai delle proprie fabbriche, la rimise in piedi e contro ogni convenienza di natura economica, mantenne aperti in Italia ben cinque stabilimenti , salvando migliaia di posti di lavoro.<\/p>\n<p>Nel 2009 anche la Chrysler era fallita, Marchionne convinse Barack Obama ad affidargli le spoglie\u00a0 della pi\u00f9 piccola delle Big Three, presentandogli l\u2019 ipotesi che le tecnologie pulite e a basso consumo dei motori italiani potessero essere coerenti con la sua politica industriale e ambientale.<\/p>\n<p>Dalla unione di Fiat e di Chrysler, due aziende fallite,\u00a0 nasceva un nuovo soggetto la FCA. Un corpo unico ed articolato, in cui il solo marchio Jeep, divenuto globale, sviluppa oggi ricavi per 111 miliardi di Euro.<\/p>\n<p>Infine lo stesso manager dal 2015, sviluppando la propria\u00a0 teoria della fusione tra produttori, inizia a perseguire la fusione tra FCA e General Motor, che non riuscir\u00e0 a realizzare, poich\u00e9 trover\u00e0 il parere contrario di Wall Street, dell\u2019 establishment di Detroit e di Washinton.<\/p>\n<p>In Italia Marchionne viene molto apprezzato dalla gente, colpita dalla passione con cui passa le ore nelle fabbriche italiane, semiabbandonate e mal tenute. Non alla stessa maniera \u00e8 apprezzato dagli operai delle stesse, sobillati dai soliti sindacati e dall\u2019anchilosata cultura di sinistra, legata a prebende e piccoli interessi personali non collegabili al modo di agire di questo manager fuori dalle regole.<\/p>\n<p>Cosa ben diversa si verifica in America e nelle fabbriche della Chrysler, dove il manager Italo-canadese viene apprezzato per il gran lavoro svolto, incondizionatamente e trasversalmente dalle varie anime del paese, dagli American Boys repubblicani del Michigan e dell\u2019Ohayo e dai democratici di Chicago ,dagli intellettuali delle universit\u00e0 di Boston e San Francisco ma anche dalle \u00e8lite come Trump.<\/p>\n<p>Il motivo di tanto rancore riscosso in Italia \u00e8 dovuto alla necessaria guerra, da lui posta in essere ai corpi intermedi quali i sindacati e Confindustria ritenuti giustamente inutili e dannosi all\u2019economia e ad una corretta gestione aziendale.<\/p>\n<p>Giuseppe Rizzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 morto Sergio Marchionne, all\u2019estero considerato un grandissimo manager, in Italia contestato dai sindacati e dalla solita sinistra radical chic. 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