{"id":542,"date":"2017-11-25T14:29:08","date_gmt":"2017-11-25T13:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rizzolaw.it\/?p=542"},"modified":"2018-01-06T23:56:15","modified_gmt":"2018-01-06T22:56:15","slug":"stuprando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rizzolaw.it\/BlogCafeTime\/2017\/11\/25\/stuprando\/","title":{"rendered":"Stuprando"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-552 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rizzolaw.it\/BlogCafeTime\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/violenza-sessuale.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"235\" \/><\/p>\n<p><strong>STUPRANDO<\/strong><\/p>\n<p>Prima la violenza compiuta dal branco di Rimini, poi quella perpetrata ai danni di una signora di 81 anni, infine quella compiuta da due carabinieri di Firenze. Tutti questi eventi hanno scatenato una serie di dibattiti politici veramente terrificanti, in cui le parti politiche avverse hanno strumentalizzato a proprio vantaggio i vari episodi.<\/p>\n<p>E\u2019 opportuno chiarire immediatamente, che la violenza sessuale \u00e8 tra gli atti pi\u00f9 deprecabili che un individuo possa commettere nei confronti di un altro, azione talmente infame che non pu\u00f2 in nessun modo diventare\u00a0 strumento di dibattito politico.<\/p>\n<p>La violenza sessuale nella quasi totalit\u00e0 dei casi ha come vittime donne, in questo tipo di azioni , alla pulsione che regge l\u2019attrazione sessuale, si accompagna un possesso brutale (il dominio). Si delinea, cosi\u0300, lo schema di quella infame sequenza di violenze sessuali che, in forme subdole , volgari, raffinate , macabre, \u00a0, dalla notte dei tempi ,fino ai nostri giorni, continuano a perpetrarsi.<\/p>\n<p>La violenza sessuale, ad esclusione di malattie mentali, \u00a0\u00e8 parte di una arretratezza culturale oppressiva e bigotta. Non \u00e8 certo la via del progresso e della liberazione. Essa \u00a0rappresenta \u00a0un problema globale, ricorrente in tutti gli stati, dai pi\u00f9 arretrati ai giganti dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Nei paesi pi\u00f9 poveri o con governi di tipo confessionale, le ragioni affondano le radici nell\u2019humus\u00a0 culturale, religioso, nell\u2019arretratezza sociale; invece, per quanto riguarda i paesi sviluppati, nella non risolta questione del rapporto tra sessualit\u00e0 maschile e femminile e nel ruolo sociale dominante degli uomini.<\/p>\n<p>Infatti in particolar modo nei paesi pi\u00f9 sviluppati, violenza sulle donne non \u00e8 solo stupro, ma un problema pi\u00f9 complesso che ha radici giuridiche, politiche, economiche e culturali e che pone la donna, ancora oggi, in una condizione di inferiorit\u00e0 nelle relazioni sociali, familiari, lavorative.<\/p>\n<p>La magistratura deve comprendere che ,una volta accertata la verit\u00e0 di quanto affermato dalle vittime di tali violenze, \u00a0non vi possono essere giustificazioni o attenuanti rispetto a tali brutalit\u00e0, in modo tale da evitare la reiterazione di sentenze quantomeno discutibili, tipo quella famosa \u00a0sui jeans, in cui la colpa dello stupro in pratica ricadeva sulle spalle della donna, secondo i giudici ,era lei in qualche modo ad aver consentito la violenza; o ancora sentenze come quella in cui si diceva che era meno grave uno stupro se la minorenne aveva gi\u00e0 avuto rapporti.<\/p>\n<p>Tali sentenze rimettono in discussione il frutto di anni di battaglie culturali sulla violenza sessuale;sino ad allora\u00a0 le donne \u00a0\u00a0venivano viste come causa dello stupro e pertanto \u00a0si metteva \u00a0sotto esame in aula, la loro vita, il loro passato i loro amori. Senza invece aggredire realmente chi aveva usato violenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STUPRANDO Prima la violenza compiuta dal branco di Rimini, poi quella perpetrata ai danni di una signora di 81 anni, infine quella compiuta da due carabinieri di Firenze. Tutti questi eventi hanno scatenato una serie di dibattiti politici veramente terrificanti, in cui le parti politiche avverse hanno strumentalizzato a proprio vantaggio i vari episodi. 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